LE OPERE DI MARRA:

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Coperte dalla magistratura, le banche centrali, tra cui la Banca d’Italia (BI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il crimine del signoraggio primario, mentre le banche di credito praticano l’ancor più grave signoraggio secondario.

Signoraggio che la cupola bancaria ricicla mediante le sue centrali.

Dopo averlo infatti segretato dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli omissis), si è ‘scoperto’ che la BI non è dello Stato, ma la sua proprietà è divisa tra banche commerciali, assicurazioni, fondazioni e fondi, così come gran parte delle altre banche centrali e la stessa BCE, che è al 15,83% della BI.

Privatezza di cui, da quando la si è scoperta, si cerca di sminuire la rilevanza, ma che è la radice del male.

Signoraggio primario delle banche centrali che consiste in quanto segue.

  1. Nel creare il denaro al costo tipografico o con un click (dal 1929 non occorre alcun corrispettivo in oro, ma è una favola che prima occorresse). Banconote dalla quantità ignota, perché i numeri che recano non sono progressivi e non ne consentono la quantificazione.
  2. Usarle per ‘comprare’ (sarebbe più uno sconto, se non fosse solo una truffa) dagli Stati i titoli del debito pubblico attraverso passaggi ed entità fraudolenti che solo una magistratura competente e non collusa può sviscerare fino in fondo a cominciare dai ‘compratori di prima istanza’, che sono per lo più banche commerciali proprietarie della BI e delle altre banche centrali nazionali e, attraverso esse, anche della BCE. Un intreccio di creatori di denaro dal nulla che inventano quel che vogliono.
  3. Realizzare un faraonico falso in bilancio iscrivendo al passivo l’importo ‘facciale’ delle banconote create dal nulla per così ‘pareggiare’ iscrivendo all’attivo i titoli.

Falso attraverso il quale la cupola che controlla e sta dietro le banche realizza due ulteriori obiettivi: uno, rubare persino agli azionisti dei soci privati delle banche centrali i proventi dello stesso signoraggio; due, un’evasione fiscale ben maggiore delle tasse sia pagate che evase dal resto della società. Perché (detto che le tasse sono, come vedremo, illegali), all’aliquota del 50%, ammonta alla metà del denaro creato.

Signoraggio primario e secondario che sono la causa sia dell’inflazione che dei tributi, funzionali anche al dominio sui cittadini, criminalizzati quali evasori, riciclatori ecc.

Signoraggio primario che rende responsabile del ‘debito pubblico’ la cupola, avendone essa (non lo Stato) riscosso il corrispettivo.

Fenomeni catastrofici tra i quali l’inflazione, che è tutt’altro da ciò che si ritiene, perché è la conseguenza del mancato verificarsi di quel fenomeno che ho definito «inveramento del denaro».

Inveramento che non avviene quando il denaro è creato da un falsario (è un falsario chiunque crei denaro ma non sia lo Stato: il Totò del noto film o la BCE in questo senso sono uguali).

Se infatti il denaro lo crea lo Stato non causa inflazione perché lo ‘invera’, lo rende vero, lo copre, mettendolo in circolazione ogni volta a corrispettivo di un qualche bene (beni tra cui anche le prestazioni lavorative, la salute pubblica, l’educazione, il benessere sociale ecc), sicché cresceranno insieme sia la ricchezza reale che il denaro.

Se invece il denaro lo crea un falsario omette l’inveramento, perché lo mette in circolazione attribuendolo a se stesso a corrispettivo di nulla, facendo così aumentare solo il denaro, ma non anche la ricchezza reale.

Fenomeno dell’inveramento che è necessario capire o non si può realmente capire il signoraggio.

Definisco quindi inflazione il fenomeno che si verifica quando, avendo dei falsari messo in circolazione del denaro spendendolo, abbiano così causato un aumento del denaro e della percentuale di ricchezza di loro proprietà, e una corrispettiva diminuzione del potere di acquisto del denaro e della ricchezza di proprietà della collettività.

Un contesto delittuoso dove il fatto che le banche siano pubbliche è una condizione necessaria ma non sufficiente per eliminare il signoraggio perché occorre anche impedire il predetto falso in bilancio.

Falso in bilancio del resto frutto della ‘vendita’ allo Stato del denaro; per cui, se lo Stato il denaro lo crea da sé, quest’operazione non c’è più.

Signoraggio la cui eliminazione renderà ricchissimo lo Stato debellando la drammatica demonetizzazione pilotata per dominarci.

Perché la sofferenza sociale è frutto dell’avere la cupola – madre del consumismo – reso obbligatorio avere denaro e spenderlo come essa vuole (tributi), pena le varie forme di esclusione sociale.

Crimini che violano gli artt. del codice penale n. 241 e 283 (la prevista violenza è negli esiti), 648 bis, 501, 501 bis, 416, 61 e molte altre.

Mentre, se il denaro è prodotto dallo Stato senza causare inflazione, ne va creato quanto occorre, incrementando così gli scambi e l’economia.

Signoraggio primario al quale si aggiunge il ben più grave secondario, con cui le banche di credito, attraverso il ‘moltiplicatore monetario’ – secondo prassi che una prona e scellerata dottrina di regime dà per scontate, ma sono il massimo della criminalità – realizzano prestiti per un ammontare decine di volte multiplo del denaro che possiedono.

In sostanza, se Tizio versa su una banca 100.000 euro, essa tratterrà diciamo il 2% (conta il concetto) come riserva, e presterà il 98% che, una volta depositato in un’altra banca, continuerà a essere prestato, a cascata, sempre al 98%.

Finché la cosca bancaria, attraverso prestiti ogni volta minori del 2%, farà prestiti per circa 50 volte la sua riserva di cui otterrà la restituzione in denaro però inverato unitamente per più agli interessi, essi pure cinquantuplicati.

Interessi che dovrebbero andare ai proprietari dei soldi e allo Stato per i prestiti frutto della cinquantuplicazione, mentre ora costituiscono per le banche il provento anch’esso concreto, sempre delittuoso, sia dei prestiti che di qualunque altro loro tipo di operazioni, perché i soldi che ‘erogano’ sono sempre virtuali e quelli che riscuotono sempre reali.

Signoraggio secondario i cui proventi non vanno nemmeno essi agli azionisti, ma vengono di nuovo sottratti dalla cupola attraverso complessi falsi in bilancio e trucchi anche il cui effettivo accertamento richiede che la magistratura entri nel profondo del sistema e lo scalzi, anziché colludervi.

Denaro falso che provoca una continua inflazione in gran parte assorbita dalla parallela diminuzione dei costi produttivi e commerciali.

Ciò mentre il fisco rastrella denaro che usa per la più parte per continuare a ‘comprare’ dalla BCE altro denaro che dovrebbe invece essere prodotto dallo Stato a costo zero o per pagare gli interessi sul debito.

Tributi che, quando lo Stato il denaro lo creerà da sé, si dovranno eliminare anche per eliminare l’attuale anomala forma di controllo sociale che su essi si basa, perché il pur necessario controllo può avvenire in molti modi, ma giusti e civili, non già funzionali solo agli interessi bancari.

Signoraggio che, siccome è un crimine, non è previsto da alcuna norma, sicché si può eliminare semplicemente:

-a) perseguendo i crimini bancari, quali il descritto falso in bilancio;

-b) confiscando penalmente le quote di proprietà privata della BI, e quindi anche quel 15% circa della BCE che è della BI;

-c) pareggiando i tassi passivi e attivi affinché vadano ai proprietari dei soldi e allo Stato quelli frutto del moltiplicatore.

Interessi bancari sovente usurai.

Usura che è la forma estrema di signoraggio secondario.

Signoraggio e tributi con i quali il potere bancario ha rovinato l’umanità e creato il tipo di economia che ha causato la catastrofe ambientale.

Alfonso Luigi Marra